Albert Nobbs: la recensione

Albert Nobbs di Rodrigo García con Glenn Close (per questo ruolo era stata candidata come Miglior Attrice Protagonista agli Oscar 2012), Mia Wasikowska, Aaron Johnson (il giovane John Lennon di Nowhere Boy), Janet McTeer (la cui interpretazione è stata premiata con la candidatura come Miglior Attrice non protagonista agli Oscar 2012), Pauline Collins, Brenda Fricker, Jonathan Rhys-Meyers, Brendan Gleeson.

Albert Nobbs

Albert Nobbs

Albert Nobbs (un’immensa Glenn Close) è un impeccabile cameriere (anzi, un maggiordomo) che presta servizio da molti anni presso i migliori alberghi della Dublino dell’ottocento. In realtà Nobbs nasconde un segreto che nessuno ha ancora scoperto: non è un uomo, bensì una donna dal difficilissimo passato. L’arrivo di un imbianchino al Morrison’s Hotel rischierà di “smascherare” il pluriennale travestimento del maggiordomo. L’obbiettivo di Nobbs è quello di risparmiare abbastanza denaro da permettergli in futuro l’acquisto di un negozio tutto suo; con questa precisa ambizione, svolge egregiamente il suo lavoro di cameriere meritandosi laute mance. Il lungo periodo di sofferto travestimento porta Nobbs ad identificarsi a tal punto col sesso maschile da arrivare a desiderare con ardore il matrimonio con una giovane collega del medesimo Hotel. Un cast di grandi attori che sfoggiano interpretazioni magistrali in un film elegante, delicato, drammatico ma al contempo leggero. Un ottimo lavoro corale rovinato in parte da una sceneggiatura che tende a zoppicare. Il regista tocca – anzi sfiora – frequentemente elementi di introspezione psico-sociologica ma non riesce o non vuole approfondirli. Si percepiscono temi scottanti e potenzialmente interessanti ma si spreca la ghiotta opportunità di scandagliarli a fondo. Si rimane piacevolmente colpiti dal contesto curato e delicatamente filmato ma si rimane con una sorta di amaro in bocca per il mancato affondo nel problema reale. Rimane comunque una favola triste raccontata con garbo e in punta di piedi.

Voto: 7-

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