Anonymous di Roland Emmerich

Anonymous di Roland Emmerich

Anonymous di Roland Emmerich

Chi l’avrebbe mai detto che Roland Emmerich, il padre dei grandi disaster-movies dell’Era Moderna come Indipendence Day, Godzilla, The Day After Tomorrow e pure 2012, avrebbe potuto concepire un film in costume cinquecentesco che tratta la controversa teoria sulla vera identità di William Shakespeare? Ebbene, è proprio ciò che è accaduto. Anonymous sembra non lasciare spazio ad alcun dubbio: William Shakespeare non sarebbe stato il più grande drammaturgo di tutti i tempi ma solo un attorucolo semi analfabeta. Il vero autore di Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Macbeth, Re Lear eccetera eccetera sarebbe in realtà Edward de Vere (Conte di Oxford). Da poco meno di un secolo circola questa fantasiosa ipotesi su cui Emmerich pare non nutra nessun dubbio. Se consideriamo, peraltro, che molti credono pure che Elvis Presley e Marilyn Monroe non siano davvero deceduti… possiamo anche teorizzare che il drammaturgo tutt’ora più rappresentato nei teatri di tutto il mondo fosse solo un prestanome. Il film è frutto di un audace tentativo di sperimentazione tecnica. Le scene in interno sono in gran parte girate con la sola luce delle candele. Le camere digitali hanno catturato immagini dettagliate ma comunque fredde. Parlando degli attori, spiace constatare che Vanessa Redgrave nel ruolo della Regina Elisabetta I risulti poco in parte. A dire il vero tutti gli attori sono spenti e non del tutto appassionanti. La sceneggiatura nel suo complesso tenta di dipingere come reale tutta una serie di intricati, improbabili, ed assai incestuosi intrighi di corte. In un panorama di pellicole stereotipate o del tutto idiote, Anonymous si distingue quantomeno per la sua originalità. Siamo ben lungi dall’idea di perfezione cinematografica, ma è apprezzabile il tuffo di Emmerich in un’epoca storica molto lontana e in un intreccio che non crediamo sia mai stato rappresentato al cinema fino ad oggi.

Voto: 6

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