Frozen

Frozen

Frozen

Frozen diretto da Adam Green con Shawn Ashmore, Emma Bell e Kevin Zegers. Dopo avere visto questo film, salire su una seggiovia non sarà più la stessa cosa! Nessun altro slogan sarebbe più azzeccato. Due ragazzi ed una ragazza si divertono a sciare (fin qui nulla di anomalo) ma vogliono strafare e cercano, riuscendoci, di convincere l’addetto alla seggiovia a permettere loro di risalire per l’ultima volta quando è già quasi buio e l’impianto stava per chiudere. Peccato che alcuni sedili prima di loro era già stata infilata l’apposita bandierina indicante la fine corsa. Alcuni imprevedibili eventi sfortunati si accavallano e l’impianto viene fermato e spento dimenticando che i tre giovani sono rimasti appesi nel bel mezzo del percorso. Impossibile sentire le loro urla. Naturalmente nessuno dei tre ha con sè il telefono cellulare. Soli, sospesi parecchi metri sopra la pista innevata, di notte ed anche in mezzo ad una tormenta. Un freddo pungente e nessuno che li scorga. L’ansia sale e gli spettatori vengono catapultati in questa situazione paraddossale. Tra i vari argomenti su cui dissertano i tre protagonisti (per ingannare il tempo, il freddo e la paura) c’è anche quello della morte. Parlano, tra le altre cose, anche di come qualcuno potrebbe essere sbranato dagli squali nel bel mezzo dell’oceano; è un chiarissimo riferimento al film Open Water con cui Frozen ha molto in comune. Giovani abbandonati in maniere assurde in mezzo all’oceano oppure in cima ad una seggiovia di notte in alta montagna. Anche i relativi eventi che si susseguono hanno molte assonanze. Non è cosa facile tenere alta la tensione senza annoiare in una situazione tremendamente statica. Più di un’ora con le immagini ferme su di un seggiolino appeso ad un cavo sospeso a decine di metri dal suolo. Tre ragazzi che se ne stanno lì seduti cercando di escogitare qualcosa per venire a capo di quella assurda situazione. Nonostante il grosso rischio di monotonia, il film riesce comunque ad intrattenere e creare una suspence sempre crescente alternando momenti terribilmente tragici ad altri temporaneamente sereni. Un film che, tutto sommato, intrattiene e cattura. Un esperimento interessante.

Voto:

I commenti sono chiusi.