Giovane e Bella

Giovane e Bella

Giovane e Bella

Giovane e bella (titolo originale: Jeune & Jolie) di François Ozon tratta un tema scottante e delicato oltrechè attualissimo: la prostituzione minorile. Il film, presentato all’ultimo Festival di Cannes, uscì nelle sale italiane lo scorso autunno con un tempismo sconcertante. In quello stesso periodo balzò sulle cronache dei giornali l’evidenza di giovanissime ragazze che si concedevano regolarmente dietro pagamento di denaro. Il film colpisce spietato come un pugno diretto allo stomaco. Giustamente vietato ai minori di 14 anni, mostra esplicitamente gli incontri intimi di Isabelle, che ha appena compiuto 17 anni, con i facoltosi clienti. Un racconto che procede per stagioni. In estate la protagonista perde la verginità con un rapporto in cui pare di non provare alcun piacere. In autunno trova un sito internet per incontri clandestini ed entra nel sistema spacciandosi per maggiorenne. Il processo psicologico di una ragazzina che vive la sessualità in maniera del tutto distaccata. Senza affettuosità. La mercificazione del corpo femminile in una giovane donna bellissima con una famiglia normale alle spalle. Non c’è degrado, cattiva educazione, povertà, necessità. Nulla di tutto ciò. Il motivo che spinge Isabelle a prostituirsi ci è sconosciuto, ma il fatto rimane. Come dichiarato dal regista stesso in una intervista, il film mostra l’atteggiamento di un’adolescente che vive la sessualità, nel periodo ormonalmente più tempestoso, in modo freddo e ancora privo di alcun sentimento. Un’aberrazione che sembra non essere così rara ancorchè silenziosa. La ragazzina vive gli incontri quasi fosse psicologicamente anestetizzata e insensibile. Esperienze dure e pericolose vissute in maniera apparentemente naturale. Il racconto è emozionalmente intenso ma tenero allo stesso tempo. Non vengono date spiegazioni, nè giudizi. Si evidenzia solo il modo deviato in cui alcune giovani di oggi affrontano i delicati cambiamenti del proprio corpo nel periodo adolescenziale. Un film che denuncia una situazione critica ma piuttosto diffusa. Un racconto crudo, che prende atto ed evidenzia un fatto ma non demonizza la persona. Però fa riflettere.

Voto: 7+

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