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Gran Torino #68

Gran Torino

Gran Torino è un film del 2008 – uscito in Italia nel 2009 – magistralmente diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Un dramma intriso di una staticità straordinariamente dinamica. Un’apparente contraddizione in termini che incornicia un film completo. Se è vero che nell’arco di una vita ci si può trovare imbrigliati tra temi complessi e articolati, allora Gran Torino appare come uno pseudotrattato che prova a riassumerli. Il bene e il male non sono nettamente distinti e separati ma si abbracciano e si compenetrano, esattamente come viene rappresentato dalla grafica che spiega il concetto di Yin e Yang. Il protagonista, l’anziano Walt Kowalski, è un arcigno reduce della guerra di Corea che custodisce con una cura maniacale la sua Ford Gran Torino del 1972. Un irascibile e spigoloso misantropo, (apparentemente) razzista e anticlericale che nasconde un animo di tutt’altra pasta. Gli eventi di un duro vissuto possono erigere robuste sovrastrutture a difesa di un’interiorità ferita e lacerata; Walt è tutto questo. Colui che pare odiare tutto e tutti, si ritrova ad affrontare situazioni tali da “costringerlo” a mostrarsi per quello che è realmente. Una sceneggiatura magnifica presenta ogni situazione connotandola fortemente per poi destrutturarla e ricalibrarla. La recitazione di Clint Eastwood è sempre sul “levare”; un minimalismo espressivo che dice molto più di quanto sembri capace. La forza delle immagini viene celebrata attraverso gesti misurati ma, al contempo, dirompenti.

Gran Torino è la naturale evoluzione del percorso avviato da Eastwood con lo struggente Million Dollar Baby e successivamente proseguito con Il corriere – The mule.

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