Gravity

Gravity

Gravity

Ad una altitudine di 600 km sopra il Pianeta Terra la temperatura oscilla tra i 125 e i -100 gradi centigradi; non c’è nulla che trasporti il suono; non c’è pressione nè ossigeno; la vita nello spazio è impossibile. Con queste didascalie si apre il film ed è già palese il luogo in cui ci troviamo. I protagonisti sono solo tre: Sandra Bullock, George Clooney e il nostro Pianeta alla cui bellezza Gravity dedica un inno affettuoso. Un film straordinario con una storia talmente semplice da non dover essere svelata. Immagini che tolgono il fiato per lunghe panoramiche con carrellate “sui generis”. I cinque continenti visti dall’alto mostrano solo gli aspetti più rosei della natura terrestre. I sette miliardi di esseri umani che popolano il pianeta azzurro scompaiono alla vista dallo spazio e l’unica evidenza è quella di una natura strepitosa. La battuta centrale che riassume in poche parole lo spirito della vicenda è quella pronunciata da Matt a Ryan in un momento che sembra non avere più vie di scampo: “qui sei al sicuro, nessuno può farti del male”. La quasi totale assenza di rumori di fondo rende il tutto surreale ma restituisce un’idea emozionante di una passeggiata nello spazio. La situazione è drammatica ma c’è pochissimo spazio per la disperazione. Cuarón ci racconta una storia interamente ambientata nello spazio ma non di fantascienza, bensì solo di fantasia. Un’ampia gamma di sentimenti ed emozioni ci colpiscono in maniera non del tutto convenzionale. Uno stupore che cattura ogni cellula della nostra mente ci travolge inondando l’animo di stupefacenti sensazioni. L’uomo come parte integrante della natura, che sparisce di fronte alla maestosità degli elementi. Un film che merita di essere visto e rivisto. Ottimo lavoro tecnicamente ineccepibile, commovente e suggestivo. Gravity è diretto da Alfonso Cuarón. Vincitore di sette premi Oscar.

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