Happy Family

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Happy Family non è certamente il miglior film di Gabriele Salvatores. Una commedia sui generis condita da un cast altisonante: Fabio De Luigi è il protagonista indiscusso ed interpreta un soggettista impegnato a scrivere la storia per un film in cui egli stesso si troverà catapultato. Una coppia di ragazzi milanesi sedicenni ha tutta l’intenzione di convolare a nozze con la naturale conseguenza di mettere in contatto le rispettive famiglie i cui componenti sono interpretati da Fabrizio Bentivoglio, Diego Abatantuono, Margherita Buy, Carla Signoris e Valeria Bilello. Simpatico il cameo-omaggio riservato a Sandra Milo. L’intero film è strutturato in maniera non del tutto convenzionale. Alcuni espedienti (di solito poco frequentati) vengono utilizzati in modo prepotente: il cosiddetto “film nel film” e i frequentissimi “sguardi in camera” ovvero quei momenti in cui gli attori recitano guardando dritti verso l’obiettivo della telecamera rivolgendosi direttamente allo spettatore. Due strumenti registici originali e raffinati che vengono utilizzati troppo insistentemente. Alla lunga diventano stuccosi. Una commedia d’autore (il cui stile può ricordare Wes Anderson) eccessivamente manieristica e ripiegata su se stessa. Una virtualistica operazione di espressione cinematografica di cui non sentivamo la mancanza. La continua voce fuori campo completa la ricetta, ricordandoci ad ogni piè sospinto che stiamo osservando non la realtà ma mera finzione. Non tutte le ciambelle di Salvatores riescono col buco. Il film fu celebrato con lodi sperticate da molta critica ma noi, nel nostro piccolo, lo bocciamo senza appello. A voi il giudizio finale!

Voto:

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