Hunger Games

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Hunger Games

Hunger Games (The Hunger Games) è un film diretto da Gary Ross ed interpretato dalla giovane Jennifer Lawrence (protagonista nel 2011 di Un Gelido Inverno e premio Oscar 2013 per Il Lato Positivo), Lenny Kravitz, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Stanley Tucci e Donald Sutherland. Gary Ross dirige un teen-movie di rispetto; un action-thriller per adolescenti ma con qualche ambizione in più. Si tratta di un adattamento per il grande schermo dell’omonimo romanzo scritto da Suzanne Collins. In realtà è solo il primo libro di una trilogia. Il secondo capitolo La Ragazza di Fuoco uscirà al cinema in autunno inoltrato e Il Canto della Rivolta vedrà la luce dopo un altro anno. Ci troviamo in un futuro lontano dove un governo severissimo tiene segregato il popolo rivoltoso dopo averlo diviso in 12 distretti. Ogni anno per confermare il potere del governo sulla popolazione, vengono celebrati gli Hunger Games ovvero spietati giochi di morte con ventiquattro ragazzi per protagonisti. Il tutto viene ripreso in diretta televisiva. Una coppia (uomo e donna) per ogni distretto deve cercare di sopravvivere dando la caccia con ogni mezzo a tutti gli altri concorrenti. Alla fine dei giochi, colui o colei che rimarrà in vita sarà l’unico vincitore. La cruenta battaglia si svolge in un bosco selvaggio ma con la trasmissione in diretta di ogni singolo dettaglio, grazie al dispiegamento di infinite microtelecamere, in puro stile The Truman Show. Un irriconoscibile Stanley Tucci conduce il reality televisivo con una interpretazione decisamente sopra le righe. Innumerevoli e palesi sono i riferimenti alla moderna TV spettacolo oltrechè al governo oppressore che gioca con la vita dei cittadini. Un film di puro intrattenimento con malcelati tentativi di denuncia sociale. Un racconto per certi versi prevedibile e di matrice adolescenziale ma comunque apprezzabile e scorrevole con infiniti omaggi/riferimenti a film di ogni genere. Numerose citazioni sono sparse per tutta la lunghezza del racconto. La popolazione segregata sembra molto simile a quella sottomessa dalle macchine di Matrix; la regia (o meglio: il comando) di tutta l’operazione reality TV ha connotati palesemente ricavati dal già citato The Truman Show; il motto finale può essere quello del classico Highlander ovvero: “ne resterà solo uno”. La presentazione/spettacolo iniziale di tutti i concorrenti non può non ricordare il classicissimo Ben-Hur mentre le bighe dei protagonisti sfilano tra gli spalti gremiti di pubblico in puro stile corsa degli sgusci (vedi Star Wars episodio I). Ci sono perfino rimandi a Rambo e Live! Ascolti record al primo colpo. Ci si può legittimamente domandare se, con così tante menzioni, Hunger Games non possieda anche un’anima sua propria. La risposta non è semplicissima anche se propendiamo per il SI. Non ci resta che attendere i due annunciati sequel per sputare la sentenza definitiva.

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