Melancholia

Melancholia

Melancholia

Melancholia di Lars von Trier con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Charlotte Rampling, Alexander Skarsgård, Stellan Skarsgård, Udo Kier, John Hurt, Brady Corbet. Il regista danese fautore del Dogma 95 è in terapia da tempo presso medici specializzati nella cura di disturbi mentali ma, evidentemente, con scarsi risultati. Lars von Trier continua ad evidenziare in ogni sua opera tutte le alienanti distorsioni della realtà scaturite da una mente (la sua) palesemente malata. In quest’occasione ha messo in scena una personalissima visione dell’apocalisse con un film artisticamente unico. Tutte le turbe psicologiche del regista si sono concretizzate in un’altra opera complessa, visivamente interessante ma narrativamente noiosissima e fastidiosa. La struttura è composta da tre parti distinte. Un prologo che mostra in anticipo come andrà a finire; una prima parte dedicata a Justine (Kirsten Dunst) della durata di un’ora in cui vediamo per intero la sua cerimonia di nozze e poi una seconda parte dedicata a sua sorella Claire (Charlotte Gainsbourg). Tutto quanto avviene nello stesso momento in cui il pianeta Melancholia si avvicina drammaticamente al pianeta Terra. La rotta di collisione è inevitabile. Tutto il film è girato, come da tradizione, con una tremolante camera a mano; immagini metaforiche, comportamenti umani incomprensibili e imperscrutabili, lunghe e lentissime sequenze interpretabili in mille modi. Un totale di 130 minuti che sfidano il pubblico. Chi resiste a non abbandonare in anticipo la sala oppure a non addormentarsi, viene premiato con un finale interessante. Solo gli ultimi 5 minuti sono salvabili mentre tutto il resto è allucinante.

Voto: 5

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