The Conspirator

ATTENZIONE: LA RECENSIONE CHE STATE PER LEGGERE CONTIENE POSSIBILI “SPOILER” OVVERO RIVELAZIONI CHE POTREBBERO ANTICIPARE EVENTI IMPORTANTI NELLA STORIA DEL FILM. LEGGETE A VOSTRO RISCHIO.

The Conspirator

The Conspirator

The Conspirator di Robert Redford è interpretato da James McAvoy (Avvocato Aiken), Robin Wright (Mary Surratt), Tom Wilkinson, Kevin Kline, Evan Rachel Wood, Justin Long. Il 14 Aprile 1865 venne assassinato il Presidente Abraham Lincoln. Gli Stati Uniti d’America erano appena usciti da una sanguinosissima guerra civile che oppose il Sud (fieramente schiavista) contro il Nord. Lincoln aveva approvato leggi di abolizione della schiavitù e questo era stato mal digerito dai sudisti; fu così che un gruppo di cospiratori pensò di organizzare l’attentato mentre il Presidente era a teatro con la moglie. L’autore materiale dell’omicidio fu John Wilkes Booth. Molti incontri tra Booth ed altri cospiratori avvennero in una pensione gestita da Mary Surratt. Una serrata caccia all’uomo permise di catturare molti dei cospiratori ma non tutti. La mente, forse, più attiva del gruppo fu proprio il figlio di Mary Surratt che riuscì, però, a rifugiarsi in Canada ed a sfuggire alla cattura. Il tribunale militare che venne istituito al fine di punire i colpevoli, processò velocemente e in modo non del tutto ortodosso i cospiratori che vennero impiccati il 7 luglio 1865. Mary Surratt aveva, probabilmente, come unica colpa quella di essere la madre del principale accusato; ciononostante impiccarono anche lei (mentre il figlio era ancora latitante). Il film ha ricostruito per intero queste vicende. John McAvoy interpreta il giovane avvocato a cui, contro le sue convinzioni, venne affidato il durissimo incarico di difendere Mary Surratt; col passare del tempo, l’avvocato Aiken si convinse dell’innocenza della Surratt ma non riuscì a vincere contro i poteri forti che la vollero vedere impiccata senza pietà. Un anno e mezzo dopo, quando Aiken aveva già rinunciato alla professione di avvocato, venne catturato il vero cospiratore ma il processo non riuscì mai a giungere ad una vera conclusione. All’imputato venne così concessa la scarcerazione perchè l’opinione pubblica aveva, ormai, già ottenuto giustizia… Robert Redford ricostruisce la storia in modo accurato e con una gran dovizia di particolari, senza mai cadere in facili spettacolarizzazioni. Il film scorre fluido grazie anche all’ottima prova degli interpreti stessi. L’analisi psicologica dei personaggi segue un percorso graduale che muta con il trascorrere degli eventi. Riassumere in due ore un processo sfaccettato come quello in questione non era cosa facile ma Redford ha compiuto un’opera da manuale.

Voto: 7

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