The Help

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The Help

The Help è un film corale quasi tutto al femminile. E’ diretto da Tate Taylor ed interpretato da Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Ahna O’Reilly, Allison Janney, Anna Camp, Chris Lowell, Cicely Tyson, Mike Vogel, Sissy Spacek, Brian Kerwin, Leslie Jordan, David Oyelowo, Wes Chatham, Roslyn Ruff, Shane McRae, Ritchie Montgomery, Tarra Riggs, Tiffany Brouwer, La Chanze, Carol Sutton, Aunjanue Ellis, Dana Ivey. Le interpreti principali sono state inondate da candidature (e premi) ai Golden Globes ed Oscar. Il motivo è chiaro: le prove delle attrici sono tutte encomiabili. Non si può incoronare una vera protagonista assoluta perché una protagonista assoluta non c’è. Emma Stone è Skeeter (soprannome di Eugenia) ovvero una ragazza bianca neolaureata abitante a Jackson nello Stato del Mississippi. Siamo agli inizi degli anni sessanta. La schiavitù era già stata abolita da un bel pezzo ma i pregiudizi ancora no. Usanza molto diffusa tra le famiglie bianche della società bene era quella di avere una cameriera di colore a cui era affidato anche il compito molto delicato di allevare la prole. Una vera Mami in stile Via col Vento (film che viene citato anche dalle protagoniste di colore). Skeeter è una di quelle ragazzine bianche cresciute da una allevatrice negra (termine usato frequentemente in senso volutamente dispregiativo). La cura e l’affetto di queste allevatrici verso le bambine bianche era talmente materno da prevalere su quello delle immature mamme naturali. Tornando a casa dopo i quattro anni di Università, Skeeter non trova più l’anziana Mami che l’aveva cresciuta per più di vent’anni e a cui era legata da un affetto molto profondo. Pur interrogando sua madre naturale, non riesce ad avere una risposta precisa riguardo alle motivazioni che hanno portato all’allontanamento della Tata. Incuriosita da questo e da molti altri avvenimenti al limite del grottesco (come la costruzione di gabinetti esterni alla casa per evitare che le cameriere negre facessero pipì negli stessi WC delle famiglie bianche) inizia a maturare il desiderio di scrivere un libro per raccontare il rapporto tra le Tate di colore e le famiglie bianche che le assoldano. Dopo la pubblicazione del libro di Skeeter, si scatenerà l’inferno. Il pregio di questo film è il tono leggero e ironico usato per raccontare fatti di una gravità impressionante. Le cameriere di colore sono trattate alla stregua delle schiave old-style che lavoravano nelle piantagioni di cotone. Pur senza piangersi addosso, vivono una situazione, di per sé drammatica, con una dignità che le nobilita. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett. Non ci sono effetti speciali, né pacchiani colpi di scena ma la durata di quasi due ore e mezza non pesa per nulla. Quello che colpisce è il racconto di una storia di sentimenti e di amicizia (sui generis) recitato magistralmente da tutte le attrici. Gli uomini sono relegati a particine quasi insignificanti; le donne sono le uniche vere regine della scena. Anche se il climax non vira mai sul melodrammatico, occorre comunque tenere i fazzoletti a portata di mano. Ci si commuove fino alle lacrime. Il razzismo, la segregazione, l’amicizia e l’amore sono temi da toccare con delicatezza e profondità. The Help assolve con pieno merito a questo compito.

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