Tony Curtis: la bio-filmografia

Tony Curtis (all’anagrafe: Bernard Schwartz) nato negli U.S.A. il 3 Giugno 1925.

Tony Curtis

Tony Curtis

Il 29 Settembre 2010 Tony Curtis ci ha salutato per l’ultima volta. In omaggio alla sua lunga e brillante carriera anche noi vogliamo ripercorrere la sua storia umana e professionale. Questo simpatico personaggio ci ha regalato sorrisi e spensieratezza con le sue molteplici interpretazioni.

Nacque il 3 Giugno 1925 nel Bronx (New York) da genitori ebrei di origini ungheresi; il suo nome di battesimo era Bernard Schwartz. Possiamo riassumere la sua movimentata vita con questi numeri: 94 film per il cinema, parecchie decine di episodi per “serial televisivi”, 6 mogli, 6 figli e numerose relazioni sentimentali tra cui quella con Marilyn Monroe. Pare che la bionda Marilyn fosse anche stata ingravidata dallo stesso Curtis ma senza essere riuscita a portare a termine la gravidanza.

Il debutto al cinema avvenne nel 1949 recitando nel film How to Smuggle a Hernia across the Border ovvero il primo film di Jerry Lewis nelle vesti di regista. Era una pellicola in 16mm e venne girata interamente nella casa stessa di Lewis. Curtis conobbe in questa occasione Janet Leigh (la cui apparizione più celebre fu nella scena della doccia in Psyco), che il 4 Giugno del 1951 divenne la prima delle sue sei mogli. Dalla loro unione nacquero Jamie Lee Curtis (co-protagonista in True Lies) e Kelly Curtis; divenute poi attrici di cinema e TV.

Sempre nel 1949 recitò accanto a Burt Lancaster in Doppio Gioco (Criss Cross) di Robert Siodmack; insieme a Shelley Winters prese parte a Cocaina (Johnny Stool Pigeon) di William Castle, poi girò Malerba (City Across the River) di Maxwell Shane, ed insieme a Barbara Stanwyck era nel cast di La Roulette (The Lady Gambles) di Michael Gordon.

Superattivo anche nel 1950 durante il quale girò Donna in fuga (Woman in Hiding), Francis, il mulo parlante (Francis), La Regina dei Tagliaborse (I was a Shoplifter), Sierra, Winchester ’73 e I predoni del Kansas (Kansas Raiders) di Ray Enright. Fino al 1952 partecipò a numerosi film senza esserne un vero protagonista: Il Principe ladro (The Prince who was a Thief) di Rudolf Maté, Furia e Passione (Flesh and Fury) di Joseph Pevney, Non c’è posto per lo sposo (No Room for the Groom) di Douglas Sirk, Il figlio di Alì Babà (Son of Ali Baba) di Kurt Neumann.

Il vero successo come protagonista indiscusso arriva nel 1953 con Il mago Houdini (il titolo originale è semplicemente: Houdini) in cui, recitando di nuovo assieme alla moglie Janet Leigh, impersona il famoso illusionista.

Dal 1953 al 1955 recita in The All American di Jesse Hibbs, Contrabbandieri a Macao (Forbidden) di Rudolph Maté, Missione Suicidio (Beachhead), Bolide Rosso (Johnny Dark), Lo scudo dei Falworth (The Black Shield of Falworth), La rapina del secolo (Six Bridges to Cross), Tre americani a Parigi, La maschera di Porpora, I corsari del grande fiume e La giungla del quadrato (The Square Jungle). Nel 1956 la sua fama si diffonde definitivamente anche nel nostro paese grazie a Trapezio (Trapeze) di Carol Reed in cui è di nuovo affiancato da Burt Lancaster. Questa volta al suo fianco troviamo anche la nostra Gina Lollobrigida. La storia è quella del primo trapezista ad aver eseguito il triplo salto mortale; un giorno cade, rimane gravemente infortunato e conosce Lola (Gina Lollobrigida), sua collega trapezista. Quando subentra il giovane Tino Orsini (Curtis), desideroso di imparare il celebre salto, si instaura un difficile rapporto a tre.

Nel 1957 inizia a lavorare con Blake Edwards girando Le avventure di mister Cory. Sempre sotto la regia di Edwards sarà protagonista negli anni a seguire di altre divertenti commedie che otterranno un gran successo. Fino all’anno seguente recitò, diretto da vari registi, in Piombo Rovente, Mezzanotte a San Francisco, I vichinghi, Cenere sotto il sole, La parete di fango, In licenza a Parigi. Il 1959 è l’anno delle due commedie che hanno fatto storia: Operazione sottoveste (Operation Petticoat) dove recita con Cary Grant in un sommergibile dipinto di rosa e A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot) diretto da Billy Wilder. Quest’ultima è la commedia delle commedie; un vero caposaldo (per non dire un capolavoro) del suo genere. Insieme alla prorompente Marilyn Monroe e a Jack Lemmon dà vita ad un film su vogliamo soffermarci maggiormente.

Jack Lemmon e Tony Curtis impersonano due musicisti di Chicago nell’epoca del proibizionismo. Per un caso fortuito si trovano ad assistere alle malefatte di una banda di gangsters. Subito scoperti, vengono inseguiti e braccati in quanto testimoni scomodi. Per sfuggire ai banditi escogitano un piano perfetto: travestirsi da donne, unirsi ad una banda musicale (ovviamente tutta al femminile) e andare in tour insieme a loro fino alla lontana Florida. La suonatrice di ukulele di questa banda è la straripante Marilyn Monroe. Naturalmente accadrà l’imprevedibile e cioè che Daphne e Josephine (Lemmon e Curtis in versione donna) faranno strage di cuori tra gli uomini mentre Curtis, tolti gli abiti femminili, cercherà di concupire la Monroe passandosi per un magnate del petrolio. Gag a non finire e intreccio ben ritmato insieme alla magistrale interpretazione dei tre protagonisti rendono il tutto assolutamente godibile anche se rivisto dopo decenni!

Rimarrà per sempre nella storia del cinema di commedia anche la geniale battuta che chiude il film: Osgood (innamorato di Jack Lemmon in versione femminile) scappa con lui/lei in motoscafo e all’ammissione di Lemmon che, togliendosi la parrucca, esclama sono un uomo! gli risponde flemmatico beh, nessuno è perfetto. I rumors (per dirla in italiano: pettegolezzi) sorti su questa pellicola sono veramente tanti e naturalmente impossibili da confermare o negare. Sembra, per esempio, che la platinata Marilyn fosse terribilmente distratta e smemorata. Si dice che avessero dovuto ripetere decine di volte una scena in cui la sua unica battuta era dov’è il Bourbon? perchè l’attrice dimenticava le parole da profferire. Corre voce che le avrebbero scritto pro-memoria ovunque, anche dentro i cassetti che dovevano essere aperti, ma senza successo.

Alcune fonti hanno anche ipotizzato che Marilyn fosse incinta (di Tony Curtis?) durante le riprese anche se la gravidanza non andò mai a termine. Naturalmente si dice che, come tutte le dive che si rispettino, arrivasse sempre sul set con notevole ritardo creando disagi per tutta la troupe, ma come si fa a non perdonare una personalità così travolgente? Lanciato alla grande dagli ultimi due enormi successi, Tony Curtis negli anni a seguire alterna ruoli comici a ruoli drammatici in commedie e film epici dimostrando di essere un vero attore poliedrico; infatti recita in: Chi era quella signora? (Who Was That Lady?); Ragazzi di provincia; Spartacus di Stanley Kubrick in cui è al fianco di Kirk Douglas; Il grande impostore (The Great Impostor); Il sesto eroe (The Outsider); Taras il magnifico (Taras Bulba); 20 chili di guai! E una tonnellata di gioia (40 Pounds of Trouble).

Arriviamo così al 1962, anno in cui divorzia da Janet Leigh per sposare l’attrice Christine Kaufmann dalla quale avrà altre due figlie: Alexandra e Allegra. Tra un film e l’altro Tony Curtis appare anche in parecchi episodi di serial televisivi come Gli Antenati del 1965 dove impersona Stony Curtis. Fino al 1968 seguono molte altre pellicole come: Capitan Newman, Insieme a Parigi (Paris – When It Sizzles), Monsieur Cognac (Wild and Wonderful), Ciao, Charlie (Goodbye Charlie), Donne, v’insegno come si seduce un uomo (Sex and the Single Girl); La Grande Corsa (di Blake Edwards); Boeing Boeing; Due assi nella manica (Not with My Wife, You Don’t!); Arrivederci, Baby!.

Nel 1968 arriva il terzo matrimonio. Questa volta è il turno di Leslie Allen che gli darà altri due figli: Benjamin e Nicholas. Quest’ultimo morirà nel 1994 per un’overdose di eroina. Sempre nel 1968 tornerà a collaborare con attrici italiane e precisamente Claudia Cardinale in Piano piano non t’agitare e Monica Vitti nel mediocre La cintura di castità di Pasquale Festa Campanile.

Con il difficile e duro ruolo di Albert DeSalvo ne Lo strangolatore di Boston verrà nominato ai Golden Globes come miglior attore in un film drammatico. Successivamente lo troviamo in: Quei temerari sulle loro pazze, scatenate, scalcinate carriole (Those Daring Young Men in their Jaunty Jalopies); Al soldo di tutte le bandiere (You Can’t Win’ Em All); Supponiamo che dichiarino la guerra e che nessuno ci vada (Suppose They Gave a War and Nobody Came?). Dopo il 1972 viene trasmessa anche in Italia la serie televisiva Attenti a quei due dove Roger Moore recita come co-protagonista assieme a Curtis. Il successo è davvero grande. I due sono Brett Sinclaire (Moore), raffinato lord inglese e Danny Wilde (Curtis) ricco sciupafemmine. Gli episodi di questa fortunata serie sono sempre zeppi di donne affascinanti e ricchi di intrighi in un mix di azione e suspence. I due attori resteranno amici anche dopo la fine delle riprese.

Da qui in poi possiamo dire che inizi un lento declino e il successo cala vistosamente ma non le apparizioni. Curtis partecipa infatti a numerosi altri film non proprio memorabili come Big Boss (Lepke) del 1975, Il Conte di Montecristo (The Count of Monte Cristo) del 1975, Casanova & Company (Casanova & Co.) del 1976, Gli Ultimi Fuochi (The Last Tycoon) del 1976, Gli “Orsi” vanno in Giappone (The Bad News Bears Go To Japan) del 1978, Manitù, lo spirito del male (The Manitou) del 1978, Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d) del 1980, E io mi gioco la bambina (Little Miss Marker) del 1980, Onde Cerebrali (Brainwaves) del 1982, C’è qualcosa di strano in famiglia (Where is Parsifal?) del 1984, La Signora in Bianco (Insignificance) del 1985, Balboa (1986), Ritorno a Berlino (Der Passagier – Welcome to Germany) del 1988, Tarzan a Manhattan (Tarzan in Manhattan) del 1989, Eroe per famiglie (Christmas in Connecticut) del 1992, Vado a Vivere a New York (Naked in New York) del 1994, Lo schermo velato (The Celluloid Closet) del 1995.

La vera protagonista degli anni ottanta e novanta è la vita privata di Curtis e non più quella cinematografica. Nel 1984 sposerà Andrea Savio. Nel 1993 sarà la volta della quinta molgie Lisa Deutsch e l’anno successivo vedrà morire (come già anticipato più sopra) il figlio Nicholas per droga. Nel 1998 sposa la sesta ed ultima moglie Jill Vandenberg che era più giovane di lui di ben 45 anni. Il 29 Settembre 2010 Curtis muore dopo una malattia polmonare e indovinate dove viene sepolto? A Los Angeles, proprio di fianco ai già sepolti Billy Wilder, Jack Lemmon e Marilyn Monroe. Lascio a voi indovinare il perchè!!! Il suo posto era già pronto da parecchi anni.

Si conclude definitivamente una carriera luminosa di un attore poliedrico, talentuoso e istrionico. Un uomo dal fascino indiscusso che, dal grande schermo, ha fatto innamorare milioni e milioni di fan. Nella vita privata non si è certo fatto mancare nulla ma ha sempre trasmesso simpatia. Un abbraccio, Tony!

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