Un fantastico via vai

Un fantastico via vai

Un fantastico via vai

Un fantastico via vai di e con Leonardo Pieraccioni.

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Quest’anno sono tre le commedie nazionali che si sono azzuffate per accapparrarsi il maggior numero di spettatori nel periodo festivo di fine 2013. Tra il cinepanettone per eccellenza Colpi di fortuna e la commedia “seriosa” Indovina chi viene a Natale? trova posto la più classica tra le classiche storie di sentimento e amicizia: Un fantastico via vai. Pieraccioni prosegue la sua personale marcia cinematografica senza tradire l’affezionato pubblico. Con Serena Autieri, Maurizio Battista, Marco Marzocca più gli amici di sempre Giorgio Panariello e Massimo Ceccherini, quel bischero di Pieraccioni, astuto e abile affabulatore, perde il pelo ma non il vizio e dirige un’altra romantica storia d’amore (perduto e ritrovato). Difetti? Nulla di nuovo nè di originale. Un filmettino come tanti altri non più divertente di tanti altri e fintamente impegnato a sfiorare, con estrema superficialità, alcuni temi scottanti. Arnaldo Nardi ha quarant’anni, lavoro stabile e famiglia regolare. Un’incomprensione porta la moglie a cacciarlo di casa e lui si ritrova a vivere in una stanza d’appartamento condiviso con quattro studenti universitari. Ognuno metterà in mostra i propri problemi e il gruppo cercherà di risolverli. Senza innovare minimamente alcunchè, Pieraccioni confeziona un clone di se stesso. Consuete anche le frecciatine sinistroidi e anticlericali con i fugaci interventi flash dei compagni di merende: Enzo Iacchetti e Alessandro Benvenuti.

Voto: 6

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