War Horse di Steven Spielberg

War Horse

War Horse

War Horse è poco più che una favoletta ruffiana e prevedibile. Venne inserito tra i magnifici nove film candidati ai premi Oscar 2012 nella categoria più prestigiosa. Nonostante ciò, sarebbe immorale da parte nostra elogiarlo solo per questo. Diretto da Steven Spielberg, cinematograficamente è ben girato. Scenografia, fotografia, regia, costumi e musiche sono da manuale. La sceneggiatura, però, è eccessivamente intrisa di retorica. Un mezzo passo falso per il genio artistico del veterano Spielberg. La storia è davvero minimalista: un ragazzo alleva un cavallo, lo doma e lo abitua a lavorare in campagna ma ben presto si ritrova a doverlo vendere all’esercito perchè sta per scoppiare la Prima Guerra Mondiale. Disperato per la necessaria separazione dall’amato animale, decide di arruolarsi lui stesso e parte così per la guerra. Cavallo e ragazzo, ognuno per conto proprio, vengono catapultati al fronte e diventano entrambi eroi. Attenzione: se evidenziate le parole che seguono scoprirete uno spoiler! Dopo varie coraggiose imprese belliche, il destino li fa reincontrare. Nel 1918 la guerra finisce e la coppia ragazzo-quadrupede ritorna serenamente a lavorare nella fattoria di origine. E vissero felici e contenti. Molto (troppo) scontato. Oltre a Jeremy Irvine nei panni del protagonista Albert Narracott, troviamo anche Emily Watson, David Thewlis, Peter Mullan, Niels Arestrup e Tom Hiddleston

Voto:

2 risposte a War Horse di Steven Spielberg

  1. Rivolta mentale scrive:

    Ho visto il film e non credo che la trama sia così scontata… o meglio, questo film appassiona non tanto per la sua storia ma per il modo in cui viene resa. Come non dimenticare per esempio quando un inglese e un tedesco escono dalle trincee per liberare il cavallo dimenticando la guerra per qualche momento.
    Per quanto riguarda il finale poi è sicuramente un lieto fine, ma è anche travagliatissimo e commovente.

    • cinemamania scrive:

      In effetti ho espresso un giudizio duro ma solo perchè dal regista dei capolavori bellici Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan, mi sarei aspettato il massimo. Sai come si dice? Su una tovaglia bianca candida, anche una piccola macchiolina risalta molto!