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Tutto passa al nuovo cinemaSCOOP. Buon Divertimento!

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Dopo questa bella avventura di cinemaMAnia ci siamo detti che era tempo di crescere e migliorarci. D’ora in avanti questo blog non verrà più aggiornato perchè la palla passa nelle mani del nuovo Blog: cinemaSCOOP. Continuate a seguirci sul nuovo Blog e grazie per l’apprezzamento che ci avete sempre riservato. Be cool, live longer!

Whitney Houston è morta

Guardia del corpo

Locandina originale del film Guardia del corpo

Purtroppo è morta la ex bellissima, talentuosa, ricca e famosa cantante protagonista nel 1992 del film Guardia del Corpo insieme a Kevin Costner. Vi riportiamo la notizia completa battuta dall’ANSA: WASHINGTON – Tossicodipendente da anni, in preda a frequenti crisi nervose, si e spenta soli 48 anni Whitney Houston, una delle regine della musica pop tra gli anni ’80 e ’90. Il corpo della cantante e attrice è stato trovato ieri pomeriggio in un hotel di Beverly Hills, a Los Angeles. “Alle 15:55 ora locale (00:55 di oggi in Italia, ndr) Whitney Houston è stata dichiarata morta nel Beverly Hilton hotel”, afferma il portavoce della polizia Mark Rosen.

Una tragedia purtroppo attesa. Gia’ alla vigilia della magica notte dei Grammy, si era sparsa la notizia che Whitney si trovasse in gravissime condizioni. La sua storia e’ il dramma di una grandissima artista per anni ai vertici delle classifiche, amata e venerata da milioni di fan, passata in pochi anni dal paradiso del successo all’inferno della droga e della depressione. Oltre ai noti abusi di cocaina, marijuana e psicofarmaci, Whitney ha sofferto drammaticamente il fallimento del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2006. Nata nella periferia del New Jersey, il padre era un militare e la madre Cissy era una cantante di gospel. L’arte e il canto era una dote di famiglia: Whitney era cugina della star pop Dionne Warwick e figlioccia della grande Aretha Franklin. Raggiunse l’apice del suo successo molto giovane, grazie alla sua voce meravigliosa, dall’enorme intensità e potenza. Nel 1986 vinse il Grammy e per anni dominò la scena con tantissimi successi mondiali. Nella Billboard Hot 100 riuscì a piazzare sette singoli consecutivi al numero uno, battendo il record di cinque appartenente a stelle del calibro di Diana Ross, e perfino dei Beatles. Assieme a Michael Jackson detiene il record dell’artista di colore di maggior successo. Si calcola che nella sua breve ma intensissima carriera abbia venduto circa 190 milioni di dischi. Per anni Whitney è stata la stella, la ragazza d’oro dell’industria discografica. Ma raggiunse anche la grandissima popolarità con le sue apparizioni sul grande schermo in film come Guardia del Corpo, al fianco di Kevin Costner, la cui colonna sonora ha venduto 45 milioni di copie. Con la sua musica e il suo sex appeal ha influenzato una generazione di giovani cantanti, come Christina Aguilera e Mariah Carey. Dopo gli anni del successo il crollo e la disperazione: da tempo faceva abuso di cocaina, marijuana e pillole varie. In un’intervista del 2002, disse: ”Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore”. E quel demonio alla fine ha avuto tragicamente la meglio.

Classici senza tempo: L’infernale Quinlan

Locandina de L'Infernale Quinlan

Locandina de L'Infernale Quinlan

L’infernale Quinlan (Touch of Evil) è un classicissimo. Noire del 1958 diretto ed interpretato da Orson Welles. Miguel Vargas (Charlton Heston) è in viaggio di nozze con la moglie (Janet Leigh) in una cittadina messicana vicina al confine americano. Mentre stanno passeggiando lungo la strada principale si ritrovano ad essere testimoni di un’esplosione. Un’automobile salta in aria uccidendo due persone. L’ispettore Hank Quinlan (Orson Welles) viene incaricato di indagare sull’omicidio. Si scoprirà un complicato intreccio che coinvolgerà sia Vargas che Quinlan. Il montaggio e la costruzione di gran parte del film subirono diverse manipolazioni. La Universal fece tagliare un gran numero di scene girate da Welles e le fece rifare e rimontare. L’edizione uscita in DVD ha cercato di ricostruire il film in maniera filologicamente più vicina possibile alla versione voluta dal regista. Peccato che in occasione del restauro della pellicola sia stato rieseguito ex novo il doppiaggio italiano. Anche Marlene Dietrich mette a disposizione il suo conturbante appeal interpretando una cartomante. Un’altra Guest Star di eccezionale fascino è Zsa Zsa Gabor. I primissimi piani e le particolari inquadrature con riprese fatte posizionando la camera in basso o in alto contribuiscono ad intensificare il pathos e la drammaticità. Due particolari menzioni al celebre lunghissimo piano sequenza d’apertura (che dura quattro minuti) e al drammatico epilogo con tutti i protagonisti che si fronteggiano in un forte crescendo di tensione.

Heath Ledger: la monografia

Heath Ledger

Heath Ledger

Heathcliff Andrew Ledger, meglio noto con il nome abbreviato di Heath Ledger, nacque a Perth (in Australia) il 4 aprile 1979 e morì ancora giovanissimo a New York il 22 gennaio 2008 a causa di una intossicazione da farmaci. Vent’otto anni vissuti intensamente con pochi film nel curriculum ma ben due candidature ai prestigiosi premi Oscar la seconda delle quali si è tramutata in una vittoria piena (postuma). I due film che lo hanno reso enormemente famoso sono I segreti di Brokeback Mountain (Brokeback Mountain) del 2005 e Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight) del 2007. In I segreti di Brokeback Mountain Heath Ledger è un cowboy taciturno che si innamora perdutamente di un collega (Jake Gyllenhaal). Il film diretto da Ang Lee vinse il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2005. Il Cavaliere Oscuro diretto da Christopher Nolan fu l’ultimo lavoro completato da Ledger e gli fruttò una serie infinita di premi; il film uscì nelle sale di tutto il mondo in piena estate 2008 ovvero diversi mesi dopo la morte di Ledger. Tutti i premi gli vennero consegnati alla memoria; grazie al ruolo maledetto di Joker, vinse il Premio Oscar come migliore attore non protagonista, il Golden Globe, il S.A.G. Award, il BAFTA, il MTV Movie Award e innumerevoli altri premi in vari Festival Cinematografici degli Stati Uniti e del mondo intero.

Heath Ledger in Il Destino Di Un Cavaliere

Heath Ledger in Il Destino Di Un Cavaliere

L’esordio ufficiale sul grande schermo di Ledger avvenne nel 1997, a soli diciotto anni, quando ottenne una piccola parte nel giallo melodrammatico Blackrock (che pare non essere mai stato distribuito in Italia) di Steven Vidler; poco dopo ebbe un’altro ruolo minore in Un computer a 4 zampe (Paws) di Karl Zwicky. Il primo ruolo da protagonista fu quello di Patrick Verona in 10 Cose che odio di te (10 Things I Hate About You) di Gil Junger del 1999 che era una sorta di versione post-moderna de La Bisbetica Domata di William Shakespeare. Sempre nello stesso anno girò anche una commedia nera: Two Hands di Gregor Jordan. Con Il Patriota (The Patriot) del 2000 arrivò il primo film di grande richiamo. Il protagonista Mel Gibson ed il regista Roland Emmerich contribuirono a lanciare alla grande questo giovane ventun’enne attore australiano. L’anno seguente girò Il Destino di un Cavaliere (A Knight’s Tale) di Brian Helgeland; si tratta di uno strampalato film storico condito da moderne musiche rock di gruppi come gli AC/DC e i Queen ma anche di David Bowie ed Eric Clapton. In questo originalissimo (e poco riuscito) miscuglio di rock e medioevo, Ledger è un misero scudiero che prende il posto di un cavaliere deceduto e partecipa – vincendo – a numerosi tornei equestri. Monster’s Ball – L’Ombra della Vita (Monster’s Ball) del 2001 di Marc Forster è condito da star di prima grandezza; Ledger vi recitò al fianco di mostri sacri come Billy Bob Thornton, Peter Boyle ed Halle Berry che vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista per questa interpretazione. L’anno seguente rivide Heath Ledger come protagonista di Le Quattro Piume (The Four Feathers) del 2002 di Shekhar Kapur tratto dall’omonimo romanzo di A.E.W. Mason. Nel 2003 girò Ned Kelly di Gregor Jordan affiancando attori come Orlando Bloom, Geoffrey Rush e Naomi Watts. La Setta dei Dannati (The Order) del 2003 di Brian Helgeland. Il 2005 fu l’anno cinematograficamente più intenso per Ledger; uscirono, infatti, ben quattro film con la sua partecipazione: Lords of Dogtown di Catherine Hardwicke, I Fratelli Grimm e l’incantevole strega (The Brothers Grimm) di Terry Gilliam con la compresenza di Matt Damon e Monica Bellucci, Casanova di Hasse Hallström e I Segreti di Brokeback Mountain (Brokeback Mountain) di Ang Lee.

Heath Ledger in Brokeback Mountain

Heath Ledger in Brokeback Mountain

Tre di questi film vennero presentati alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia facendo di Ledger l’attore maggiormente proiettato in quella edizione della Mostra il cui vincitore finale fu proprio il forte e intenso I Segreti di Brokeback Mountain il cui tema centrale è l’amore tra due cowboys. L’icona più maschile e mascolina che sia mai stata rappresentata è proprio quella del ranchero o del cowboy. Ang Lee la deforma in un’operazione tanto sconvolgente quanto profonda. Nell’incipit troviamo Ennis e Jack (Ledger e Gyllenhaal ) in procinto di essere mandati sulla montagna di Brokeback nel Wyoming ad accompagnare una mandria di bestiame. I due cowboy solitari nel contesto di una natura selvaggia e maestosa senza null’altro attorno scoprono una reciproca attrazione che non si rivelerà solo fisica e sessuale ma anche profondamente affettiva. La vita li terrà separati (ognuno con moglie e figli) ma non certo meno innamorati. Troveranno comunque le occasioni per ritrovarsi e rinnovare i reciproci sentimenti. Un ruolo molto diverso fu quello del drammatico Paradiso + Inferno (Candy) di Neil Armfield del 2006. Con Io non sono qui (I’m not there) del 2007 diretto da Todd Haynes abbiamo l’ennesima prova dell’eclettismo di Ledger. Il film è un omaggio al genio del cantastorie e contestatore Bob Dylan. L’ultimo film girato per intero da Heath Ledger è Il Cavaliere Oscuro. Il secondo film di Batman diretto da Christopher Nolan è l’occasione per vedere il volto di Heath Ledger completamente devastato dal trucco di un cattivissimo Joker. Un’interpretazione del tutto differente da quella che ne fece in precedenza Jack Nicholson. Grazie alla capacità espressiva di Ledger ed al clamore della sua recente scomparsa, questo ruolo gli fruttò tutti i premi possibili; la memoria del giovane attore australiano ottenne così un tenero e indimenticabile omaggio.

Joker interpretato da Ledger

Joker interpretato da Ledger

Dopo Il Cavaliere Oscuro Ledger lavorò ad un altro progetto che rimase incompleto. Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (The Imaginarium of Doctor Parnassus) di Terry Gilliam non era nemmeno a metà delle riprese quando Heath Ledger venne ritrovato senza vita. Il film subì una forzata lunga sosta in attesa che si decidesse come e se procedere. Il protagonista non c’era più ma The Show Must Go On e così si mise mano alla sceneggiatura e si incaricarono ben tre attori per proseguire nel ruolo del protagonista: Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law. Ne uscì un lavoro ancora più surreale e favolistico che, una volta di più, omaggiò il giovane attore deceduto. Per quello che riguarda la sfera della vita privata Ledger non si sposò mai ma gli vennero accreditate relazioni con diverse attrici. Sul set di I Segreti di Brokeback Mountain conobbe Michelle Williams e se ne innamorò. I due instaurarono una robusta relazione ed ebbero pure una figlia che chiamarono Mathilda Rose. Il padrino della bimba fu proprio quel Jake Gillenhaal che dopo aver girato il film di Ang Lee divenne grandissimo amico di Heath.

Questa Storia Qua – Il Film

Questa Storia Qua

Questa Storia Qua

Alessandro Paris e Sibylle Righetti hanno raccolto con pazienza e meticolosità molti documenti video, soprattutto amatoriali ed inediti, che mostrano momenti di vita privata e sociale di un giovanissimo Vasco Rossi. La voce narrante non poteva essere che quella dello stesso rocker di Zocca. Il risultato finale è un docu-film di durata poco superiore ad un’ora. Questa Storia Qua comprende anche interviste di famigliari stretti e amici del Vasco. La genesi di una vita molto spericolata ma artisticamente geniale. Un ragazzo nato nel dopoguerra in un paesino della provincia modenese. Dagli esordi come dodicenne cantante autodidatta che vince un concorso canoro a Modena fino a diventare una Rock Star di enorme successo. Gli anni settanta con il femminismo, la liberazione sessuale, il divorzio e l’uso di droghe e poi la nascita di Punto Radio con la proficua e fortunata collaborazione di Gaetano Curreri. Dalla morte di alcuni suoi fedeli amici e musicisti fino al recente successo. Gli storici ed anche recenti followers di Vasco Rossi aspettavano da tempo una simile raccolta di testimonianze sul loro idolo. Dopo solo cinque mesi dall’uscita al cinema è stato trasmesso oggi in televisione in occasione del sessantesimo compleanno del rocker di Zocca. Alla presentazione del film nello scorso Settembre a Venezia avrebbe dovuto essere presente anche il protagonista ma venne fermato dai medici. Non c’è problema perchè Vasco si inventerà di sicuro qualche altra diavoleria…

(S)Ex List – What’s Your Number?

(S)Ex List

(S)Ex List

(S)Ex List (What’s your number?) di Mark Mylod. Con Anna Faris, Chris Evans e Ari Graynor. Ally (Anna Faris) è una ragazzotta dalla vita allegra e piena di avventure. Il problema è che rimangono solo avventure. Sua sorella minore sta per sposarsi ed è proprio questo che spinge Ally a ripensare alla sua vita affettiva. Chris Evans si prende una pausa dai ruoli da supereroe; dopo la Torcia Umana dei Fantastici 4 e Captain America, prende parte a questa commediola interpretando il vicino della porta accanto di Ally. E’ un affascinante e sexy sciupafemmine incapace di costruire una relazione che duri più di una notte. I due sono naturalmente destinati ad incontrarsi e a condividere le relative esperienze reciproche. Sesso e sentimenti vengono trattati con un linguaggio greve e molto politically scorrect. Il film uscì in Italia tre mesi fa in pochissime sale e fu uno dei peggiori incassi assoluti del 2011. Dopo avere visto questa commedia si capisce subito il motivo dell’insuccesso. Inutile ed evitabile.

L’arte di vincere (Moneyball)

Jonah Hill

Jonah Hill candidato all'Oscar per L'arte di vincere

L’arte di vincere (Moneyball) di Bennett Miller ha raccolto ben sei candidature all’Oscar e figurerà tra i possibili vincitori anche nelle categorie più prestigiose quali: miglior film, miglior attore protagonista (Brad Pitt), miglior attore non protagonista (Jonah Hill), miglior sceneggiatura (Steven Zaillian e Aaron Sorkin), miglior montaggio e miglior missaggio sonoro. Oltre ai già citati Brad Pitt e Jonah Hill, troviamo anche i mostri sacri Philip Seymour Hoffman e Robin Wright insieme a Chris Pratt.

La storia (vera) di Billy Beane è stata sceneggiata anche da quell’Aaron Sorkin già pluripremiato per il geniale The Social Network e questo è di per sè una garanzia. Si tratta di un film da vedere assolutamente. La storia di Billy Beane,General Manager degli Oakland Athletics (squadra di Baseball della Major League americana), è leggendaria perchè ha rivoluzionato il modo di allestire un team di successo ed anche di allenarlo. Tutte le vecchie e consolidate teorie su cui ogni buon dirigente sportivo si è basato negli ultimi decenni sono state rivoltate come calzini da Beane. Facendo di necessità virtù, il protagonista (che è tutt’ora in piena attività) scommise sulla possibilità di assemblare una squadra vincente pur non potendo permettersi di spendere le cifre impressionanti a disposizione degli agguerriti team concorrenti. Le frenetiche dinamiche del mercato nel Baseball professionistico americano non sembrano troppo differenti da quelle, per esempio, del nostro Calcio di Serie A. Orchestrare tagli, cessioni e acquisti di giocatori con lucida freddezza e ordinato calcolo statistico tenendo conto di fredde medie matematiche; curare solo i classici fondamentali senza badare ad esasperati tatticismi. Queste sono le teorie seguite da Billy Beane per allestire la squadra ed allenarla. Senza badare a pregiudizi di sorta sui singoli giocatori ed ai pareri dei suoi esperti (ma old-style) scopritori di talenti, il dirompente General Manager compra giocatori che, pur scartati dalle grandi squadre, sono ancora dotati di un interessante potenziale. Dopo avere speso nemmeno un decimo di quanto abbiano fatto i suoi concorrenti, vince una partita dietro l’altra. Batte vecchi pregiudizi e arriva in testa alla classifica. Tutto questo viene raccontato in due ore di vibrante e accattivante narrazione. Anche chi conosce a mala pena questo sport, purtroppo così poco praticato nel nostro paese, non può non sentirsi coinvolto nelle vicende di un uomo che andò controcorrente e scardinò teoria e pratica di un’attività che sembrava perfetta già così com’era. Se il film più importante sullo sport del 2011 fu The Fighter, allora L’arte di vincere – Moneyball ne è un più che degno erede. Consigliatissimo.

Mission:Impossible – Protocollo Fantasma

Protocollo Fantasma

Protocollo Fantasma

Mission:Impossible – Protocollo Fantasma (Mission:Impossible – Ghost Protocol) di Brad Bird con Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Michael Nyqvist. Dopo i primi tre episodi girati da tre registi diversi (Brian De Palma, John Woo e J.J. Abrams) è la volta del quarto capitolo. Ogni differente regista ha lasciato la sua personale impronta anche se il protagonista è sempre Tom – Ethan Hunt – Cruise. Questa volta Brad Bird torna in qualche modo a ricalcare le atmosfere e lo stile di Brian De Palma. Credo che Protocollo Fantasma riporti questa saga agli albori. Dopo due parentesi (quella di John Woo e J.J. Abrams) prettamente dedicate all’azione estrema e preponderante, qui si torna ad un giusto equilibrio. Le varie e numerose sequenze d’azione sono impressionanti, in particolar modo quelle girate sul Burj Khalifa di Dubai che è attualmente il palazzo più alto del mondo; ciò nonostante, si può anche apprezzare lo sforzo per l’inserimento di uno straccio di intreccio spionistico.

Come si può apprezzare anche dal trailer, iniziamo già dai primi minuti di film ad assistere ad una enorme esplosione che devasta nientepopodimeno che il Cremlino. Il primo e maggiore indiziato è proprio l’agente Ethan Hunt. La guerra fredda tra Stati Uniti e Russia viene riesumata e lo spettro di una disastrosa guerra nucleare torna alla ribalta. Se aggiungiamo anche che l’esplosione era servita per coprire il furto di codici di lancio di missili nucleari, ecco che l’incipit è già da solo alquanto accattivante. Tom – Ethan Hunt – Cruise raduna quello che è rimasto dell’IMF e si lancia all’inseguimento del vero ladro dei codici per impedire che dai sottomarini sovietici partano missili nucleari diretti verso gli USA. L’azione si sposta dalla Russia all’India e quindi agli Emirati Arabi con inseguimenti e arrampicate da togliere il fiato. Una buona pellicola scacciapensieri per un paio d’ore di accattivante entertainment con quella faccia un po’ così di Tom Cruise.

Ben Gazzara – Una vita per il cinema

Ben Gazzara

Ben Gazzara

Biagio (Ben) Gazzara era nato negli Stati Uniti 81 anni fa ed era di origini siciliane. Ci ha lasciato questa mattina. Con quel viso che ha sempre ispirato simpatia, lavorò con registi di fama assoluta: da Otto Preminger a John Cassavetes, da Marco Ferreri a Pasquale Festa Campanile, da John Guillermin a Lars Von Trier, da Spike Lee a Vincent Gallo e tantissimi altri. Oltre che per il cinema, lavorò molto anche per la televisione. Oltre che attore fu anche regista e sceneggiatore. Tra i film più famosi interpretati anche da Ben Gazzara ricordiamo per esempio: Buffalo ’66 (1998), Il Grande Lebowski (1998), Dogville (2003) e la fiction per la TV Giovanni Paolo II.

127 Ore

127 ore

127 ore

127 Ore (127 Hours) faceva parte dei magnifici dieci ovvero dei 10 candidati agli Oscar dell’anno scorso nella categoria di Miglior Film. Diretto da quel Danny Boyle che fu regista del pluri-premiato The Millionaire, ha come protagonista assoluto James Franco. La storia è vera anche se viene condita (come confessano i titoli di coda) con qualche piccolo particolare per rendere meglio la drammaticità della situazione. Aron Ralston è un esperto escursionista poco più che vent’enne che si diverte a girovagare in bicicletta e a piedi lungo un Canyon nello Utah. Nel 2003, durante uno dei quei suoi spericolati tuffi tra le rocce del Canyon, rimane intrappolato in un crepaccio con un braccio schiacciato e bloccato da un pesante masso. Naturalmente non disse a nessuno dove sarebbe andato e così nessuno lo venne a cercare in quel luogo. La sua salvezza fu un equipaggiamento da escursionista, la giovane età, un fisico in perfetta salute e la capacità di mantenere la calma e la lucidità. Rimase per 127 ore da solo in quel crepaccio col braccio incastrato. Poca acqua e niente cibo. Sopravvisse grazie alla capacità di mozzarsi da solo il braccio per liberarsi da quella scomodissima posizione. Alla fine vediamo anche il vero Ralston con quel che resta del braccio auto-amputato. Un vero avventuriero che continua tutt’ora a buttarsi in escursioni estreme. La differenza? Che ora lascia detto dove si sta recando!

Non deve essere stato facile per Danny Boyle trovare un modo per raccontare quei cinque giorni in modo da non annoiare (anzi catturando la massima attenzione) ma c’è pienamente riuscito. Il fascino prorompente di una fotografia ricercata insieme ad apprezzabilissime trovate registiche completano la prova magistrale di James Franco in questo particolare e non facile ruolo.